EX-CUEM TRA OCCUPANTI, POLIZIOTTI E FASCISTI
Pubblichiamo
di seguito la lettera che il rettore ha inviato oggi pomeriggio a tutti gli
studenti dell’Università Statale di Milano. Gruppo Alpha condivide la scelta
del Dott. Vago che ha giustamente fatto sgomberare uno spazio che per troppo
tempo è stato in mano ad individui che reputano il loro pensiero e la loro
cultura aperta e libera ma solo, ovviamente, se la si pensa come loro e
chiunque provi ad opporsi a questo scempio viene definito fascista e contro gli
interessi degli studenti.
Dobbiamo però
rammaricarci per la seconda occupazione avvenuta in università e cioè quella
delle “forze dell’ordine”. Con l’intervento della celere si è aggravata
ancora di più la situazione portando maggiore scompiglio all’interno
dell’Ateneo già profondamente caduto nel disagio durante la giornata. Le
autorità universitarie competenti avrebbero potuto intervenire prima
utilizzando il servizio di sicurezza dell’ateneo, apparso solo questa mattina,
impedendo così scritte sui muri o devastazione di beni pubblici.
Noi riteniamo
che la ex-Cuem debba essere veramente a disposizione di tutti gli universitari,
adibendola per metà ad aula studio e per metà al servizio degli studenti
disabili. Per questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti gli studenti liberi
che abbiano veramente voglia di mettersi in gioco e far sentire la propria voce
all’interno dell’università e non solo su internet.
“Cari colleghi docenti,
personale tecnico amministrativo e studenti,
sento il dovere di fornirvi un breve resoconto
dei fatti avvenuti ieri e riportati dagli organi di informazione.
Come sapete, fino a ieri la nostra sede di via
Festa del Perdono ha subito il sopruso dell’occupazione forzata, protrattasi
per oltre un anno, dei locali dell’ex libreria Cuem da parte di un ristretto
gruppo di individui, già ampiamente noti alle forze dell'ordine, che
dichiarandosi diretti “eredi” dell’esperienza dell’ex libreria, li hanno
trasformati, senza averne titolo o autorizzazione alcuna, in un centro di
aggregazione. In questa specie di “centro sociale” persone di varia estrazione,
anche non universitari, hanno svolto attività’ (raduni, ristorazione, festini,
concerti, ecc.) molto lontane dall’ipotesi culturale per la quale la Cuem aveva
ottenuto a suo tempo l’autorizzazione da parte dell’Ateneo, spesso e
volutamente arrecanti pesante disturbo alle normali attività dell’Ateneo
(lezioni, lauree, convegni, e altre manifestazioni culturali). Lo scambio e la
vendita di libri, comunque illecita, hanno rappresentato sempre un aspetto del
tutto secondario delle loro attività.
Dallo scorso novembre, fin dall’inizio del mio
mandato, sono stati compiuti ripetuti tentativi per convincere gli occupanti a
ricondurre la loro esperienza nell’ambito della legalità, costituendo una
regolare associazione e formulando proposte ragionevoli e costruttive per
l’utilizzo degli spazi. In questa prospettiva si è persino rinunciato alla
prima ipotesi di intera destinazione dello spazio ex Cuem al servizio disabili,
ipotesi già presa in considerazione dal Consiglio di Amministrazione e poi
accantonata lo scorso dicembre in favore di una delibera, sostenuta dalle
rappresentanze studentesche, che prevedesse una parziale assegnazione di tali
spazi ad una regolare associazione studentesca, previa pubblicazione di un
bando di selezione pubblica. A tale bando, cui hanno risposto due soggetti
interessati, gli occupanti si sono invece rifiutati di partecipare.
Quest’ultima circostanza, insieme al susseguirsi di episodi di vandalismo e
provocazione rivolti alla comunità universitaria, e culminati in una recente
tre giorni di festeggiamenti, completamente fuori da ogni possibilità di
controllo, per celebrare l’anniversario dell’occupazione e la nascita di una
“Università clandestina”, mi hanno infine indotto ad autorizzare lo
sgombero dei locali che è stato effettuato nella giornata di sabato 4 maggio.
Esso è avvenuto senza alcun intervento delle
forze dell’ordine e nel corso delle operazioni è stata assicurata la rimozione
e la conservazione del materiale contenuto nei locali. Alla riapertura dell’Ateneo
il lunedì mattina (6 maggio) gli ex-occupanti, dopo essere rientrati in
possesso del loro materiale, hanno contestato l'avvenuto sgombero dei locali e
si sono insediati nell’atrio principale del settore didattico occupando
successivamente le aulette antistanti l’Aula Magna dopo averne forzato gli
ingressi: il tutto e’ stato accompagnato da gravi atti di intimidazione nei
confronti del personale dell'Ateneo addetto al servizio di sorveglianza e
addirittura di altri studenti, dall’interruzione delle lezioni e degli esami in
corso e da ulteriori atti vandalici che hanno provocato seri danni alle
strutture universitarie.
A nulla sono valsi i tentativi di mediazione da
parte di alcuni docenti.
Nel pomeriggio la situazione si e’ ulteriormente
aggravata con il cortile centrale dell’Ateneo invaso dagli occupanti che hanno
creato una sorta di barricata all’ingresso delle aulette occupate. Essendo
venute meno le condizioni di sicurezza così da mettere a serio repentaglio
l’incolumità’ degli studenti e del personale universitario, mi sono visto
costretto a richiedere al Questore di Milano l’intervento delle forze
dell’ordine per il ripristino della legalità’ nell’ambito dell’Ateneo.
Mi assumo l’intera responsabilità di una scelta
difficile, presa a salvaguardia dei diritti degli studenti e dell’intera
comunità universitaria, oltre che a tutela della dignità dell’Istituzione
pubblica. L’epilogo è stato solo la conseguenza di una escalation
crescente di gesti irresponsabili ed atti di prevaricazione da parte di una
esigua minoranza aggressiva, rappresentante solo di se stessa, non tollerabili
in democrazia né ora né in futuro.
Il Rettore
Gianluca Vago”
GRUPPO
ALPHA
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